La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2026. In questo caso, dato l’andamento della corsa, molto particolare a causa del maltempo, non sarà indicato alcun “flop”, non essendoci stati risultati tecnici su cui basare le nostre valutazioni.
Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG): È talmente forte che ormai le sue imprese non fanno più notizia. 50,3 chilometri di fuga solitaria in una tappa che ne misurava 105. Infligge distacchi pesantissimi ai suoi diretti avversari e sembra veramente incapace di sbagliare un colpo. Sette anni fa, sempre nel Principato di Andorra, un giovanissimo sloveno vinceva la sua prima tappa in un Grande Giro. Nessuno probabilmente pensava che quello sarebbe stato l’inizio di un dominio incontrastato, che sta marchiando indelebilmente questa era del ciclismo internazionale.
Jarno Widar (Lotto – Intermarché): In una giornata durissima, il promettente scalatore belga si dimostra all’altezza della situazione. Tiene il passo dei big e alla fine si piazza al secondo posto, o potremmo dire, il primo dei normali. Lui è giunto a questa Vuelta a fari spenti, con la volontà di capire il proprio livello al cospetto dei grandi. Ha messo un primo tassello, sarà interessante vedere fin dove riuscirà ad arrivare. Con la tappa di oggi ha guadagnato parecchio terreno e se dovesse mantenere una buona regolarità, può ambire a una top 10.
Oscar Onley (Netcompany – INEOS): Bella prova del britannico, che chiude al quarto posto. Ma a impreziosire il risultato odierno, c’è il fatto che nella notte lui sia stato male. Si sa che a questi livelli ogni minimo imprevisto rischia di compromettere un’intera preparazione. Lui ha resistito, dando anche la sensazione di averne più dei suoi diretti avversari in qualche frangente della corsa. Lecito pensare che possa solo far meglio nei prossimi giorni. Con la consapevolezza che la Maglia Rossa è inarrivabile, Onley può comunque puntare a un bel piazzamento sul podio.
Decathlon CMA CGM Team: Tattica sorprendente della formazione francese che, con coraggio, sul Port d’Envalira si mette a scandire il passo creando un’importante selezione. Il risultato di questa azione, tuttavia, è stato quello di lanciare l’attacco di Tadej Pogačar lungo l’ascesa successiva. Felix Gall ha provato a seguirlo, ma è stato rimbalzato indietro e alla fine il guadagno sugli altri uomini di classifica è stato nullo. La squadra si è confermata forte, ma forse con una gestione diversa dello sforzo si poteva raccogliere qualcosina in più.
Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Non una gran giornata per il corridore sudamericano che da subito fa capire di far fatica in salita. Si stacca sia sul Coll d’Ordino che sull’Alto de la Comella, ma limita i danni. 18 secondi il ritardo dagli uomini di classifica (a parte naturalmente Pogačar) e rincorsa al podio ancora aperta. Chiaro che si tratta di un piccolo passo indietro rispetto alle prestazioni del Tour de France. Bisognerà attendere le prossime montagne per capire il suo reale stato di forma.
Tobias Halland Johannessen (Uno-X – Mobility): Aveva dichiarato di voler vedere le gambe nella prima settimana per capire se ci fosse margine per curare la classifica. Il responso è stato un netto no. Il norvegese paga dazio e giunge al traguardo con più di 12 minuti di ritardo da Tadej Pogačar. Da questo momento per lui inizia un’altra Vuelta. Come successo al Tour andrà a caccia di tappe e le occasioni non mancheranno. Il suo status di uomo di classifica esce leggermente ridimensionato da questo 2026, ma ci sarà modo di rifarsi.
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